A Knight of the seven kingdoms (2026)
Creatore: George R. Martin
Circa novant’anni prima degli eventi de Game of Thrones, il giovane cavaliere errante Ser Duncan l’Alto (Dunk) e il suo scudiero Egg — apparentemente un ragazzo qualunque — affrontano tornei, intrighi e sfide per dimostrare coraggio e lealtà. Tra alleanze inaspettate, tradimenti e rivelazioni sul destino reale di Egg (Aegon Targaryen), i due imparano cosa significhi essere davvero cavalieri in un mondo crudele e spietato.
Tratta da una novella di George R. R. Martin e ambientata novant’anni prima dei fatti de Game of Thrones, questa “piccola” serie si incastra perfettamente nel mondo creato dall’autore, ma lo fa in modo intelligente, prendendo le distanze — finalmente — da quell’impalcatura piena di personaggi, famiglie e luoghi che funzionava benissimo ne Il Trono di Spade, ma che in House of the Dragon finiva per risultare spesso confusa e poco accattivante.
A Knight of the Seven Kingdoms invece semplifica tutto: la puoi seguire anche senza conoscere le altre serie e, proprio grazie a questo approccio più essenziale, i personaggi riescono ad arricchirsi e a mostrarsi in tutte le loro sfaccettature. Anche la trama è costruita con intelligenza, accompagnando lo spettatore verso un finale a cui si arriva pienamente consapevoli di ogni sviluppo.
Il minutaggio ridotto — circa trenta minuti a episodio — invoglia a proseguire senza sosta, rendendo la visione scorrevole e quasi “dipendente”.
Capitolo attori — e questa è una cosa di cui si parla sempre troppo poco nelle serie —: come sempre, bravissimi. Ottima anche la fotografia, a tratti granulosa, capace di restituire un’atmosfera medievale credibile e immersiva.
HBO sbarca in Italia con la sua nuova piattaforma e ci regala subito una delle migliori serie del 2026, in attesa della già annunciata seconda stagione.

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